
Qualche informazione sulla nostra città
La storia del nome della frazione di Pavona, situata nel comune di Albano Laziale (Lazio), è legata a diverse ipotesi e tradizioni, alcune radicate nella mitologia antica, altre in eventi storici più recenti. Ecco una sintesi delle principali teorie:
- 1Mitologica: Legame con la ninfa Giuturna e il Lacus Turni
- 2Figure femminile: Osteria o amica del cardinale Chigi
- 3Sviluppo ferroviario: Consolidamento del nome nel XIX secolo
Curiosità aggiuntive
La frazione è divisa tra i comuni di Albano Laziale, Castel Gandolfo e Roma, con una densità 3.200 abitanti/km².
Tradizioni locali come il Carnevale e la festa di San Giuseppe (1° maggio) riflettono l’identità comunitaria di Pavona
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Pavona: un territorio diviso tra tre comuni
Pavona è un’entità territoriale complessa, amministrativamente suddivisa tra tre comuni: Albano Laziale, Roma e Castel Gandolfo. Questa divisione, puramente amministrativa, non riflette una divisione netta nel tessuto urbano o sociale, ma piuttosto una sovrapposizione di competenze che rende Pavona un caso particolare nel panorama dei Castelli Romani.
Le tre anime di Pavona:
Pavona (Albano Laziale): questa è la parte più estesa e popolosa di Pavona, con circa 8.000 abitanti. Si sviluppa attorno alla via principale e comprende il centro del paese, le due piazze principali, la stazione ferroviaria e la zona industriale. Di fatto, questa è la “Pavona stricto sensu”, il cuore pulsante dell’intera area.
Pavona-Laghetto (Castel Gandolfo): situata in prossimità di un cratere naturale del Vulcano Laziale, questa zona prende il nome dal laghetto che vi si trova. Con circa 3.500 abitanti, rappresenta oltre la metà della popolazione di Castel Gandolfo, comune il cui centro storico e residenza papale costituiscono un’entità distinta. Pavona-Laghetto è quindi la principale area residenziale di Castel Gandolfo.
Pavona “Palazzo Morgano” (Roma): questa zona, culturalmente più legata ai Castelli Romani che a Roma città, fa parte del IX Municipio (Roma Eur). Si estende su un’ampia area prevalentemente agricola, con nuclei abitativi sparsi. La popolazione residente è di circa 2.000 abitanti.


Le probabili origini del nome Pavona
- Origini mitologiche: la ninfa Giuturna e il Lacus Turni
Secondo la leggenda, la zona di Pavona era associata alla ninfa Giuturna, sorella di Turno, re dei Rutuli, ucciso da Enea durante lo sbarco nel Lazio. Giuturna era legata a una sorgente e a un lago, chiamato Lacus Turni (poi Laghetto di Giuturna), prosciugato nel 1611 per motivi igienici da papa Paolo V 1710. L’area ospitava anche l’antica città latina di Apiolae, distrutta nel VII secolo a.C. dal re etrusco di Roma, Tarquinio Prisco. Reperti archeologici, come la testa policroma di un guerriero latino, sono conservati nel Museo Civico di Albano. - Ipotesi legate a una figura femminile
Una teoria più recente collega il nome “Pavona” alla bellezza di una donna. Due versioni principali emergono: L’ostessa: si narra che il nome derivi da una gestrice di un’osteria locale, nota per il suo fascino 710. L’amica del cardinale Flavio Chigi: secondo altri, sarebbe il soprannome di una donna per cui il cardinale Chigi (XVII secolo) fece costruire una villa nell’area, contribuendo allo sviluppo del borgo. - Sviluppo moderno e ruolo della ferrovia Il nome “Pavona” si consolidò nel XIX secolo con l’inaugurazione della stazione ferroviaria sulla linea Roma-Velletri (1863), che favorì l’urbanizzazione della zona. Prima di allora, Pavona era un insediamento agricolo e pastorale, frequentato da pastori transumanti 1710. La frazione nacque ufficialmente negli anni ’20 del XX secolo, con la costruzione di chiese e infrastrutture come la Parrocchia di San Giuseppe, il cui patronato fu scelto in onore di una statua donata da un benefattore locale.
- Connessioni topografiche e idrografiche Il territorio di Pavona è storicamente legato a corsi d’acqua e laghi vulcanici, come il Laghetto di Giuturna e l’emissario romano del IV secolo a.C., utilizzato per il drenaggio delle acque. Questi elementi potrebbero aver influenzato il nome attraverso corruzioni linguistiche o riferimenti al paesaggio.
Per approfondire, è possibile consultare fonti storiche come i “Quaderni delle Mole” o il Museo Civico di Albano, dove sono custoditi reperti legati all’antica Apiolae.

